Tre pensieri per sopravvivere all'oscurità

1.

Ciò che è perduto può essere ritrovato, a patto di non cercarlo.
Ciò che è perduto deve essere immediatamente trovato.
Ciò che è perduto non è fuori, non altrove, ma nel cuore dell’istante.
Il cuore dell’istante è il rifugio dell’essere.

Il desiderio conduce lontano dall’essere.
Non desiderare: questa la saggezza del comandamento.
Eppure il desiderio, come il dolore, ci indica la via:
la necessità di sovrapporsi all’essere
con la delicatezza di due figure che si toccano:
Accordo da intonare in ogni istante.

Tutto ciò che desideriamo è nell’essere che è già,
ma è anche lontano, è perduto.
In questa lontananza è la tensione
che impartisce il movimento verso il cielo.

2.

Non perderti nel rumore di fondo del mondo:
è soltanto la storia che si compie.
Ma tu sei più importante della storia.

L’anima tua è vasta come il mondo
che è vasto come lago oscuro
d’acque gelide che fanno tremare di scariche di luce
il corpo che vi è gettato.

È immensità di essere e sensazione
e non solo di distanze: è coscienza
di essere nella luce che è conseguenza e tremore.
Assenza di confini, molteplicità di vie,
sorpresa e vita senza fine,
anche nella morte.

Dunque: non temere.

3.

Il ricordo distilla la realtà nella sua essenza.
Il ricordo è fusione tra l’anima e gli eventi:
Il ricordo è Ritorno e Compimento.

Le feste nell'infanzia, la lampada in cucina,
l’affetto della madre,
la tenda luminosa, finestra sul silenzio;
il suono del mondo, lo stormire delle foglie
e l’autostrada lontana,
nella fondamentale unità del tempo.

Siamo in esilio nel presente:
nel passato invece
ogni luogo torna Centro,
perché ogni luogo è mondo.

Ama: vivi il Centro che è il luogo del tuo istante
centrandoti nel centro che è lo spazio del tuo tempo.


7 ottobre 2021

(Madonna del Rosario)

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